mercoledì 5 dicembre 2007

I “miei” libri

Jane Austen – Orgoglio e pregiudizio

Jane Austen – Ragione e sentimento

Arthur Golden – Memorie di una Geisha

Naseem Aslam – Mappe per amanti smarriti

Giorgio Faletti – Io uccido

Banana Yoshimoto – Presagio triste

Banana Yoshimoto – Amrita

Banana Yoshimoto – Arcobaleno

Alessandro Baricco – Seta

Guillaume Musso – L’uomo che credeva di non avere più tempo

Nick Hornby – Alta fedeltà

Jonathan S. Foer – Molto forte increedibilmente vicino

Jonathan S. Foer – Ogni cosa è illuminata

Edith Wharton – L’età dell’innocenza

Andrea Camilleri – La vampa d’agosto

Oscar Wilde – Il ritratto di Dorian Gray

Agatha Christie – Dieci piccoli indiani

James Lovelock – Nuove idee sull’ecologia

Khaled Hosseini – Il cacciatore di aquiloni

Corrado Augias – I segreti di Roma

giovedì 15 novembre 2007

Posso scrivere i versi...

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio. "La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza".

E il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.

In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.
L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.

Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.
Lontano.
La mia anima non si rassegna d'averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.

Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.
E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.

E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.

Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

PABLO NERUDA

mercoledì 17 ottobre 2007

Mostre mostre mostre

Tre mostre che non dovete assolutamente perdere se siete a Roma:

Paul Gauguin - Artista di mito e sogno
Complesso del Vittoriano
dal 5 ottobre 2007 al 3 febbraio 2008


I Macchiaioli - Il sentimento del vero
Chiostro del Bramante
dall'11 ottobre 2007 al 3 febbraio 2008

Da Cranach a Monet
Capolavori della collezione Pérez Simón
Palazzo Ruspoli

dal 5 ottobre al 27 gennaio 2008

giovedì 11 ottobre 2007

Il mio periodo romano

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

Pablo Neruda